lug 3

La poltroncina da ufficio è lo strumento di lavoro più usato al mondo per questo a suscitato interesse e studio da parte di ingegneri, designers , architetti e dottori legati allo studio dell’ergonomia, gli uni per trovare soluzioni per nuovi meccanismi altri per un aspetto estetico differente.

Una seduta da lavoro ergonomica è dotata fondamentalmente di alcune parti funzionali come di rotelle che ne permettono lo spostamento orizzontale in ogni senso, sedile regolabile in altezza e che può ruotare di 360°intorno alla colonna centrale, regolazioni che danno la possibilità al lavoratore di regolarsi la seduta secondo le proprie esigenze, ma il requisito principale di cui dovrebbe esser dotata è il comfort, perché destinata ad essere utilizzata da persone che impiegano gran parte del loro tempo a lavorare seduti.Le figure professionali menzionate precedentemente hanno dovuto lavorare a stretto contatto per far in modo di trovare la giusta soluzione per soddisfare le esigenze di ogni uno di loro.Da parte dei medicil la condizione fondamentale era la posizione detta ORTOSTATICA la quale fa si che il busto sia a 90° rispetto al piano di lavoro orizzontale e per questo hanno richiesto agli ingegneri uno schienale che sostenesse la colonna nella giusta posizione.

Dopo un attento studio hanno visto che la postura ortostatica deve essere mantenuta attivamente, diventa necessario far ricorso al supporto lombo-dorsale per ridurre al minimo il lavoro muscolare.Oggigiorno la maggior parte delle fabbriche di sedute per ufficio fanno ancora l’errore di costruire i sedili in maniera contraria alla regola, cioè elevati posteriormente, quando al contrario dovrebbero facilitare il contatto con lo schienale facilitando lo scivolamento del corpo posteriormente.

La poltrona può essere divisa in quattro parti fondamentali: schienale, sedile, meccanismi e braccioli.Tutte queste parti devono lavorare insieme per permettere al lavoratore di non aver danni conseguenti alla scorretta postura, questo è studio della medicina del lavoro ed oggigiorno hanno inserito solamente il minimo delle regole all’interno delle leggi che difendono la salute dei lavoratori.

Lo schienale

Esso è la parte fondamentale della seduta, perché è colui che sostiene il dorso e deve essere dotato di regolazione in altezza in profondità e di un meccanismo che gli permetta di variare l’angolo di posizione rispetto al sedile.Se poi a anche un sostegno lombo-sacrale è sicuramente più idoneo a svolgere il proprio lavoro.

Il sedile

I requisiti importanti per il sedile sono fondamentalmente tre, il primo è la possibilità di variarne l’angolazione rispetto al fulcro centrale della seduta, la forma che deve essere adatta a mettere in contatto la schiena con lo schienale e la densità dello stesso che dovrebbe spalmare il peso della persona su un area il più possibile grande.Queste tre regole sono fondamentali anche per facilitare la circolazione sanguigna della zona inferiore del corpo.

Il meccanismo

Esso è il cuore e cervello della seduta è colui che rende una poltrona un ottimo strumento di lavoro, che ci salva da problemi futuri alla colonna, dopo svariati studi siamo arrivati alla costruzione di meccanismi di facile utilizzo e con svariate funzionalità.

I braccioli

Essi sono un optional ancora poco apprezzato ma secondo gli ultimi studi sono parte fondamentale della seduta, con le ultime funzionalità legate all’uso del mouse e della tastiera, i braccioli sono diventati completamente regolabili.Se posizionati correttamente facilitano la circolazione sanguigna negli arti superiori e scongiurano da problemi come crampi alle mani o ancor peggio al tunnel carpale.

In conclusione vista la mia esperienza nel settore, posso asserire che molte poche persone capiscono l’importanza della seduta per ufficio idonea al proprio lavoro, il budget messo a disposizione per arredare un ufficio oggigiorno è suddiviso in maniera errata con una sola piccola percentuale riservato alle sedute, quando invece dovrebbe essere l’esatto contrario, per salvaguardare la propria salute e quella dei nostri dipendenti.

mag 14
La Sindrome del Tunnel Carpale è una patologia della mano molto diffusa, che colpisce prevalentemente il sesso femminile tra i 40 e i 60 anni. I sintomi di questa malattia sono causati da una compressione del nervo mediano a livello del polso. Tale nervo fornisce la sensibilità alle prime tre dita della mano, (e alla metà del quarto dito), e gli impulsi motori ad un importante muscolo del pollice detto “opponente”.
Il sintomo caratteristico e’ il formicolio, che si manifesta, specie durante la notte, sulle prime tre o quattro dita della mano; il dito medio e’ quello caratteristicamente piu’ interessato. Talvolta il formicolio puo’ assumere carattere doloroso ed irradiarsi sino alla spalla. Successivamente possono comparire alterazioni della sensibilita’ e della forza; in particolare il paziente si accorge di non riuscire a “fare forza” con la mano interessata e avverte una sorta d’impaccio nello svolgere i movimenti “fini”, come abbottonarsi una camicia o inserire un filo nella cruna di un ago; talvolta gli oggetti cadono dalle mani. Nelle fasi piu’ avanzate i muscoli della base del pollice diminuiscono di volume e la sensibilita’ delle prime tre dita tende a scomparire gradualmente. Il nervo mediano lascia l’avambraccio e penetra nella mano percorrendo un canale, (il tunnel carpale); questo e’ composto da un “tetto”, il legamento trasverso del carpo, e da un “pavimento”, le ossa del polso. Nel tunnel, insieme al nervo mediano, vi sono nove tendini diretti ai muscoli flessori delle dita. Ogni anomalia che provoca la diminuzione dello spazio disponibile all’interno del tunnel, provoca la sofferenza del nervo mediano che, tra le strutture contenute all’interno , è la più delicata.
Nella maggior parte dei casi la causa della sindrome consiste nell’ispessimento del legamento palmare trasverso; questo si verifica più frequentemente nelle donne nel periodo menopausale, durante la gravidanza, (tra il 3° e il 6° mese, in genere), o al termine di essa; ciò è probabilmente da mettere in relazione con le modificazioni ormonali caratteristiche di queste fasi di vita della donna.
Si è visto, tuttavia, che una certa influenza può averla anche il tipo di attività svolta: sono infatti più colpiti i soggetti che esercitano prevalentemente attività manuali, pesanti o ripetitive, come operatrici di computer, casalinghe e dattilografe; queste provocherebbero l’infiammazione dei tendini o delle guaine dei tendini (tenosinoviti), che, aumentando di volume, comprimerebbero il nervo mediano nel tunnel carpale. Altre cause possono essere una ristrettezza congenita del canale, cisti radicolari e tendinee, esiti di fratture di polso, artrite reumatoide, gotta, amiloidosi, neoplasie, cicatrici retraenti della faccia palmare del polso.
E’ molto importante non sottovalutare i primi sintomi della sindrome, e recarsi subito da uno specialista per una diagnosi. Specie se la sindrome non è nelle fasi più avanzate, infatti, si possono avere buoni risultati con la terapia medica e con la fisioterapia: il protocollo terapeutico più recente ed efficace è rappresentato dall’associazione di crioultrasuonoterapia e mesoterapia.
In caso di insuccesso terapeutico l’intervento chirurgico rappresenta lo step successivo, con la possibilità di un intervento per via classica o per via endoscopica, cioè con l’ausilio delle fibre ottiche. L’intervento consiste nella sezione del legamento trasverso del carpo, che rappresenta il “tetto” del tunnel carpale, per “creare spazio” al nervo mediano.

Fonte: Ok Salute